Cosa succede in Afghanistan? Cos’è successo in Vietnam? Perché parliamo di Green pass e non sappiamo dove sia Assange?

Ho fatto pace con la parola intellettuale quando ho deciso di fare l’editore e lo scrittore. Perché fare lavorare l’intelletto non è una parolaccia. E proprio da questo nasce una considerazione. Il mondo ha paura degli intellettuali e li mette in carcere e li fa sparire. Il più grande errore del nuovo millennio è stato quello di arrestare Assange (l’intellettuale più libero che il pianeta abbia conosciuto).

Ma rispondiamo a una domanda: cosa succede in Afghanistan?

L’Afgahnistan è in mano agli islamici? No. Categoricamente no. Mi dispiace per i fan di Oriana Fallaci ma no. Gli studiosi coranici, quelli che vogliono far rispettare la legge islamica, sono un po’ come i romano-papali. Immaginate lo stato del vaticano, ma con l’islam al posto del cristianesimo. In questo posto l’alcol sarebbe proibito perché come nello stato cattolico vige la legge cattolica, in uno stato islamico la legge islamica sarebbe l’unico mantra.

Con l’uscita dai giochi degli americani, l’Afghanistan non lo hanno preso gli islamici, ma i talebani. Un paragone sensato sarebbe a dire che il vaticano non è più del vaticano ma del Ku Klux Klan, un movimento di stampo cattolico ma che col cattolicesimo non ha niente a che spartire. Questo è successo in Afghanistan. L’Afghanistan è stato preso dai talebani e non dagli islamici. Ma perché lo volevano così tanto se la religione non c’entra niente?

Un passo indietro: cosa sappiamo del Vietnam? Una guerra travestita da liberatrice di uno spettro comunista con gli aerei rifornimento che tornavano pieni di eroina. Eroina che il governo sovietico vietava come vietava in Afghanistan.

Ma l’Afghanistan era troppo grande e troppo protetto dall’Unione Sovietica; allora gli U.S.A. sono andati a “liberare” il Vietnam, ovvero a liberare i campi di papavero da oppio raffinandolo poi in eroina una volta in casa.

Guardiamo a questa guerra (quella con l’Afghanistan) come ad una grande partita a poker.

80 miliardi di dollari è la cifra che l’America ha investito per gestire l’esercito, la polizia afgana a via dicendo. Questo era il potere economico sul tavolo da poker. Premettiamo che appena i generali americani misero piede in Afganistan venne creato un patto tacito con i coltivatori di oppio; un patto che più o meno specificava che la droga non era interesse degli USA sulla bilancia democratica. Non era uno dei loro problemi nella guerra al terrore, quindi promisero che i campi non sarebbero stati toccati dagli Usa. Lasciando intendere che a guerra vinta quell’oppio ( del valore ne parleremo a breve ) sarebbe stato una ricompensa per l’esercito vincente. Parallelamente, facendo un piccolo salto indietro nel tempo Abdul Ghani Baradar, attuale leader politico talebano (che si finge islamico) durante la liberazione afgana dall’Unione Sovietica andò da ogni contadino dandogli due possibilità (all’epoca le mele Afghane erano una produzione sulla quale l’URSS contava parecchio) o avrebbero trasformato i loro campi di mele in campi da oppio oppure avrebbero potuto decidere di evirarsi da soli a lama grezza. Ovvero tagliarsi i testicoli davanti a loro con coltelli poco affilati.

Ora l’Islam proibisce e condanna l’utilizzo non solo dell’eroina ma di tutti gli oppiacei al punto da interpellare gli imam durante gli interventi per utilizzare la morfina, quindi è facile capire che di musulmano non ci sia nulla in tutto questo. In più il dazio che Abdul Ghani Baradar impose sulle piantagioni fu del 30%.

Tornando al tavolo da poker l’esercito americano aveva sul piatto (prima della pandemia) 80 miliardi di dollari, mentre l’esercito talebano, grazie al dazio sull’eroina vivo grazie al benestare degli USA , potè mettere sul piatto 160 miliardi di dollari.

Cosa è successo parole povere? LA PANDEMIA e l”eroina che gli americani sognavano di ricavare dal conflitto afghano, sparì dal tavolo da gioco perché caduto nelle mani dei talebani che potevano contare su un esercito da 160 miliardi di dollari.

A quel punto gli americani hanno ritirato le truppe, perché probabilmente non c’era più democrazia da esportare ( poi io che sono malizioso credo che semplicemente non ci fosse più eroina da importare) e i talebani hanno preso il comando.

Perchè tutti i media ne parlano liberamente?

Perché il portale di Assange ha messo online i dati, spiegandoci per l’ennesima volta il volto di una guerra che credevamo fosse spinta da moralismo e fondamentalismo religioso.

Ecco perché servono gli intellettuali. Perché senza di loro. Senza Assange non sapremmo tutto questo, sebbene non sappiamo nemmeno dove Assange si trovi e a quali torture lo stiano sottoponendo.

Solo la creatura di Assange ha generato questi dati, senza il suo padrone sulla poltrona del comando.

Ma l’importante è parlare di green pass e dei vaccini. In un mondo in cui c’è ancora chi crede che la terrà sia piatta. La più arguta mente del nostro secolo è in catene e noi abbiamo un disperato bisogno di lui.

Ferdinando de Martino