Di Battista difende l’indifendibile | Il Movimento 5 stelle è un treno senza pilota verso un cambiamento di cui nessuno ha bisogno.

Durante un’intervista su La 7 Alessandro Di Battista difende il leader del Partito (che continua a farsi chiamare Movimento), quando la presentatrice gli pone la seguente domanda: ma Beppe Grillo è ancora lucido?

Come ogni testata che si rispetti dobbiamo ricordare che l’Italia è un paese garantista, ma Beppe Grillo non è mai stato Garantista con nessuno dei suoi avversari, prima televisivi, poi politici.

Per il Beppe dei tempi che furono, non hanno mai avuto importanza le sentenze, ma i titoli dei giornali e gli scandali sui quali fare leva per infangare i nomi che la cronaca portava alla luce. Quando lo stesso trattamento è stato riservato a suo figlio, ha prontamente cambiato opinione diventando un paladino del garantismo. Questo è l’ennesimo e indifendibile cambio di rotta del Movimento Cinque Stelle.

Negli anni abbiamo imparato a non prendere sul serio le affermazioni degli esponenti del partito, visti i precedenti. Dal “Mai con la Lega” al “Mai col PD” diventati prima un governo con la Lega poi un governo col PD, la credibilità è diventata una qualità non collegabile al Movimento che, a partire dai due mandati, non ha praticamente mai rispettato nessun punto dei suoi ideali originari.

Al centro della vicenda in questione c’è però qualcosa di estremamente grave come un presunto stupro. Beppe Grillo dalla sua meravigliosa villa a Sant’Ilario non solo difende il figlio, comprensibilmente, ma riporta in voga la terribile retorica per cui una donna dovrebbe denunciare immediatamente una violenza per non perdere credibilità, trasformandosi nell’ennesima macchietta in stile Feltri pronto a sentenziare su un argomento terribilmente delicato come quello della violenza sessuale.

Di Battista, da buon ex soldato, difende il suo comandante diventato oramai un Don Chisciotte privo di credibilità che inveisce contro una stampa che riporta ciò che i tribunali e gli uffici legali hanno esposto alle agenzie stampa.

Non è da escludere un ritorno di Alessandro in politica e la difesa del leader potrebbe essere un chiaro segnale di un possibile riavvicinamento al mondo della politica nazionale.

È ironico come in un periodo come questo si continui a dire alle donne come gestire le loro emozioni, cosa, quando e come farlo. Ancora più ironico è che a faro sia il partito del cambiamento; un cambiamento del quale probabilmente non sentiamo nessuna necessità.

Ferdinando de Martino