Discriminato perché gay dai datori di lavoro. Si licenzia e scrive un libro per i diritti LGBTQ+.| La storia di Amedeo Marzi

Ciao Amedeo. È un piacere averti qui con noi a presentare il tuo racconto, edito da I.Edizioni e la tua storia.

A: Grazie a te per avermi chiamato e grazie al PostIndipendente. È difficile trovare spazi in cui potersi raccontare e promuovere il proprio lavoro di questi tempi.

La tua storia mi ha colpito nel profondo. Hai raccontato la tua esperienza nei minimi dettagli nel libro “Semplicemente Amedeo” in cui parli delle discriminazioni che hai subito a lavoro dalla tua ex casa editrice. Vuoi parlarcene, senza spoilerare troppo del racconto?

A: Sì. Non voglio spoilerare niente perché ho scelto di raccontare la mia storia tramite il mezzo narrativo che è quello che conosco meglio, quindi ho racchiuso tutti i dettagli nel mio racconto, uscito con il mio nuovo editore e disponibile in eBook su Amazon “Semplicemente Amedeo”. Ma posso spiegartela a grandi linee. Ho deciso di scrivere quello che mi è successo perché mi sentivo in debito con tutta la comunità LGBTQ+ e con questo libro ho semplicemente fatto la mia parte.

Io lavoro da circa dieci anni come ghostwriter per tre diverse realtà e qualche cliente privato. Il grosso del lavoro, però arrivava da una di queste tre realtà editoriali. Essendo un freelance ho conosciuto decine e decine di situazioni e non mi sono mai sentito discriminato perché gay, tutto fino a quando con l’arrivo della pandemia mi sono messo a scrivere un romanzo. Dopo averlo letto e riletto mi sono deciso a inviarlo alla mia direttrice, chiedendole semplicemente un parere. Ora, immagina che questa persona era per me una vera e propria amica. Lavoravo con lei da circa quattro anni e assieme abbiamo pubblicato sette romanzi e due manuali di saggistica. Conosce il mio compagno ed è stata anche una mia confidente.

Dopo aver letto il mio lavoro mi ha detto che avrebbe voluto pubblicarlo, facendolo firmare a uno dei suoi scrittori. Io le ho spiegato che quello non era un lavoro da ghostwriter, ma il mio primo romanzo d’esordio e lei mi ha risposto che non era un libro gay e che quindi una penna eterosessuale avrebbe rappresentato meglio la storia.

Cioè in pratica ti ha detto che i gay devono scrivere letteratura gay?

A: Esattamente. Sosteneva che siccome era un libro d’autore che non trattava neanche lontanamente tematiche LGBTQ+ non poteva essere scritto da un omosessuale e inoltre, ha aggiunto che la dedica al mio compagno la trovava una forzatura; quando gli ultimi sei libri scritti da me e firmati dai suoi autori avevano dediche alle rispettive compagne eterosessuali.

Io, come tutti gli esponenti della comunità LGBTQ+, ho sofferto di bullismo e di mobbing, ma quando è un’amica a riservarti un trattamento del genere la sofferenza è doppia.

Come hai reagito?

A: Guarda all’inizio ho provato a spiegarmi, ma con chi ragiona in questa maniera è impossibile aprire un dialogo. Così ho inviato il mio romanzo a te per la tua casa editrice senza raccontarti la mia storia e tu mi hai sottoposto il contratto. Solo dopo aver firmato ti ho raccontato la storia che c’era dietro quel romanzo e allora, visto che la data di pubblicazione del mio romanzo è prevista per l’autunno mi hai consigliato di raccontare la mia storia scrivendone un racconto. In quel momento mi sono accorto che quello che mi era successo non doveva morire lì ma doveva essere raccontato perché milioni di persone potevano ritrovarsi in quelle pagine visto che le discriminazioni non hanno sesso, razza e orientamento politico; sono dappertutto. Credo che leggendo “Semplicemente Amedeo” un giovane potrebbe trovare la forza di gridare al mondo la sua unicità senza paura. Inoltre volevo sottolineare che una storia è tale non ci sono storie per gay, storie per trans e storie per cisgender. La narrativa non ragiona in maniera binaria è sempre stata fuori dagli schemi e io faccio lo scrittore da dieci anni e sono stato trattato come un bambino. Non potevo non scrivere questa piccola avventura. Così è nato “Semplicemente Amedeo”, la semplice storia di un uomo che si è visto trattare male e ha avuto il coraggio di mollare tutto e ripartire da zero facendo l’unica cosa che sapeva fare: scrivere.

A chi consiglieresti il tuo racconto? Noi lo abbiamo letto e ci ha commosso e non siamo tipi dalla lacrima facile.

A: Lo consiglio a tutti, perché ogni copia venduta sarà uno schiaffo morale alla vecchia editrice che vedrà raccontata la sua cattiveria letta dalle persone sotto l’ombrellone. Vorrei che tutti gli italiani acquistassero una copia del racconto. È un racconto in ebook dal costo di 4 .00 euro, quindi è alla portata di tutti e potrete leggerlo sul cellulare, sul Kindle, sul computer; su qualunque dispositivo, insomma.

Mi piacerebbe che la storia di questo ragazzo di un piccolo paesino delle Marche entrasse nei cuori delle persone per evitare che altri debbano vivere un’umiliazione simile a quella vissuta da me in prima persona.

Il mio scopo non è commuovere, ma scuotere.

Sono perfettamente d’accordo. Non ci rimane che augurarvi buona lettura e consigliarvi il racconto di Amedeo al link qui sotto.

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